La Commissione europea ha proposto di rinnovare e rafforzare il quadro giuridico del “Marchio del patrimonio europeo” (European Heritage Label), il programma adottato nel 2011 che conferisce un riconoscimento dell’Unione a siti dal valore simbolico eccezionale, che hanno avuto un ruolo chiave nel plasmare la storia, la cultura e l’integrazione dell’Europa. Tra le novità, l’iniziativa cambierebbe nome e diventerebbe “Elenco del patrimonio europeo” (European Heritage List).

La proposta, che ora sarà negoziata dal Parlamento europeo e dal Consiglio UE, vuole dare nuovo slancio al programma e rafforzarne la dimensione europea, mettendo in luce una rete viva di siti che, nel loro insieme, raccontano la storia del continente e valorizzano le esperienze culturali che offrono. Oggi il Marchio collega 80 siti, distribuiti in oltre 300 località di 23 Stati membri, ed è sostenuto dal programma Europa creativa.

“Le generazioni presenti e future meritano di confrontarsi con il patrimonio, la storia e i valori condivisi dell’Europa. Questi siti riflettono il nostro lungo cammino comune di integrazione europea, così come le sfide superate lungo la strada. L’Elenco del patrimonio europeo si baserà sulla visione originaria dell’azione, rafforzandone la rete e istituendo un nuovo marchio di fiducia, di qualità e di eccellenza. Questi cambiamenti accresceranno il profilo dell’azione e creeranno nuove esperienze culturali per tutte le generazioni”, ha dichiarato il commissario per l’Equità intergenerazionale, i Giovani, la Cultura e lo Sport, Glenn Micallef.

Secondo la proposta, i siti selezionati e monitorati potrebbero ricevere un premio che ne valorizzi l’impatto concreto sul territorio, oltre a misure per garantire maggiore visibilità, sostegno e coordinamento. Il nuovo quadro faciliterebbe la partecipazione e la collaborazione tra i siti, darebbe ai giovani una voce più incisiva e cambierebbe le procedure di selezione e monitoraggio, introducendo criteri e iter più chiari.

Tra gli obiettivi, quello di far comprendere meglio ai cittadini la storia dell’Europa e il processo di costruzione dell’Unione. L’iniziativa dovrebbe inoltre contribuire all’attrattiva e allo sviluppo economico sostenibile delle regioni che ospitano i siti, in particolare attraverso il turismo culturale. Infine, l’Elenco estenderà il riconoscimento a siti in Islanda, Liechtenstein e Norvegia, oltre che nei paesi candidati o potenziali candidati all’adesione all’Ue che partecipano a Europa creativa (o ai suoi programmi successori).

I siti del Patrimonio europeo rappresentano tappe fondamentali nella creazione dell’Europa odierna che vanno dalle origini della civiltà all’Europa odierna, celebrando e simboleggiando gli ideali, i valori, la storia e l’integrazione europea. Tra il 2013 e il 2025 sono stati designati in toltale 80 siti.

[articolo a cura di Giacomo Cellupica]

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